Una professione, quella del direttore d’orchestra, che solo recentemente si sta aprendo alle donne.
Beatrice Venezi è diventata negli ultimi anni simbolo di questo cambiamento, non solo perché come donna essere direttore d’orchestra è un evento ancora raro, ma perché i suoi successi iniziano già in giovanissima età.

Nata a Lucca nel 1990, terminati gli studi di pianoforte e composizione presso l’Accademia Chigiana di Siena, si dedica alla direzione d’orchestra, diplomandosi a pieni voti al Conservatorio Verdi di Milano.

La direzione d’orchestra è una professione molto complessa, non solo perché richiede una profonda conoscenza di tutte le sfaccettature di una partitura orchestrale, ma anche perché serve polso e carisma nel farsi diligentemente seguire da tutti i musicisti, portando ordine e armonia in orchestra. Caratteristiche queste che per secoli sono state considerate appannaggio esclusivo del mondo maschile. La giovane Venezi ricorda in un’intervista a Vanityfair che il Maestro Franco Ferrara era solito dire che bisogna dirigere con testa fredda e cuore caldo. Capacità che certamente si acquisisce e perfeziona con il tempo e la pratica. Beatrice Venezi è impegnata in questo percorso di crescita e cambiamento, lavorando in diverse orchestre in Italia e nel mondo. Preferisce essere chiamata direttore e maestro, per non snaturare la forte connotazione della professione, ma non rinuncia ad esaltare la sua femminilità sul palco, perché una cosa non deve escludere l’altra. Odia il concetto di quote rosa, perché dice “credo che si dovrebbe parlare più del merito e di reali pari opportunità nel mondo lavorativo”. Il suo obiettivo professionale è portare la musica classica nelle playlist dei millennials. Vorrebbe far rivivere la musica classica aprendo i teatri e i dietro le quinte a tutti, soprattutto ai bambini, perché i più piccoli vivono tutto con la magia negli occhi.

Beatrice Venezi, non è l’unica ad aver intrapreso con successo questa professione, altre donne stanno seguendo questa strada: Nil Venditti è una di loro. Nata a Perugia, oggi ha 23 anni e frequenta il master in direzione d’orchestra alla Hochschule der Künste di Zurigo, sotto la guida del Maestro Johannes Schlaefli. Lei non parla di obbedienza riferendosi al legame con gli orchestrali da dirigere, ma di seduzione. Parla di empatia, quale caratteristica fondamentale per un direttore d’orchestra, necessaria per comunicare con più esseri viventi, creando un ambiente di lavoro sereno e produttivo. Il suo sogno è cambiare il mondo attraverso la musica, perché dice “la musica ha un potere soprannaturale, capace di rompere le barriere del linguaggio e comunicare direttamente con quella parte di noi che non dipende da sovrastrutture, giudizi o stereotipi”.

Prima di Venezi e Venditti è arrivata Marin Alsop, nata nel 1956 a New York City, è la prima donna ad essere diventata direttore di una grande orchestra americana. Violinista diplomata alla famosissima Juilliard School, si è specializzata in direzione d’orchestra incontrando così il suo eroe e poi suo mentore Leonard Bernstein. Attualmente è direttore sia della Baltimore Symphony Orchestra, sia, dal 2012, della São Paulo State Symphony Orchestra (OSESP), nonché la prima donna a ricoprire questo ruolo. Si è dichiarata femminista e orgogliosa di esserlo. A tutte le giovani donne ha lanciato un messaggio: “Believe in yourselves, follow your passion and never give up, because you will create a future filled with possibility”. Un concerto di ispirazione rosa.

E.B.

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